PASQUA DI RESURREZIONE
At 1,1-8a; Sal 117; 1Cor 15,3-10a; Gv 20,11-18
Tre incontri di Maria di Magdala sono al centro di questo Vangelo: gli angeli, il guardiano del giardino e infine Gesù; l’Evangelista Giovanni li mostra perché anche se la tomba non contiene più il corpo esanime di Gesù, molte sono le cose da vedere e ascoltare. Il Vangelo comincia don le lacrime di una donna; sono le lacrime di un lutto che raccolgono la profezia che Gesù stesso aveva fatto: «In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia», aveva detto Gesù ai suoi discepoli (Gv 16,20). Sono lacrime che dicono la distruzione di una speranza accesa nel cammino con il Maestro. Maria di Magdala sta cercando una salma, un corpo su cui fermarsi per piangerne la morte distruttrice di ogni affetto. Sono lacrime che tuttavia molto presto si asciugheranno quando lei si sentirà chiamare per nome. È quello il momento in cui può finalmente convertire il proprio dolore, per aprirsi alla gioia che, seppur annunciata, ancora non era sperimentata. Maria sarà chiamata ad una nuova custodia: non più la tomba da visitare, ma il proprio cuore. È la custodia della nuova fede; nuova non tanto perché arriva da chi sa chi, quanto perché è la fede in Cristo Risorto che apre la strada a tutti. Custode della parola Pace che il Risorto donerà in tutte le sue apparizioni ai suoi discepoli ancora impauriti. Solo così diventa vero il dire che “Nulla è invisibile al cuore!”. C’è poi la presenza di «angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù» che in qualche modo richiamano il propiziatorio dell’Arca dell’Alleanza. Il libro dell’Esodo, infatti, ci dice che il Signore dice a Mosè che: «Parlerò con te da sopra il propiziatorio, in mezzo ai due cherubini» (Es 25,22), come a dire lì, fra due angeli Io ti incontrerò. Allora, quell’Arca che segnava l’antica Alleanza, nel mattino di Pasqua è stata ritrovata come la nuova ed eterna Alleanza. Gli angeli però, sono all’interno di quel sepolcro vuoto e non all’esterno a significare e sottolineare che quel vuoto lasciato dal corpo di carne di Gesù Cristo che oggi non c’è più, è corpo che si farà presente Vivo e glorioso a tantissimi (cfr. 1Cor 15,1-10). Tuttavia, Maria di Magdala, delusa come non mai, non sembra prestare alcuna attenzione a queste due creature celesti che segnano il limite e il luogo in cui era stato deposto Gesù.

La Caritas Cittadina, attraverso la disponibilità della parrocchia di S. Donato che mette a disposizione gli spazi necessari e grazie all’impegno instancabile dei volontari, anche quest’anno, per la 13° volta, risponde all’emergenza freddo aprendo le porte di Casa Zaccheo a chi non ha un riparo sicuro. 





